Per me è importante quando quello che studio a scuola si ripresenta nella vita reale e ciò può anche aiutare a prendere decisioni più giuste e sensate.

Dopo un lavoro di condivisione sull’immaginario rivoluzionario di ognuno, l’intera classe ha deciso di scegliere come figura ribelle quella di un professore (quindi di un adulto) che si batte per una scuola migliore e più vicina ai bisogni degli studenti.

Il confronto con le archiviste ha portato a proporre ai ragazzi, in un laboratorio di didattica attiva, il pensiero e i contributi di trasformazione della scuola in senso cooperativo e antiautoritario dei Convitti della Rinascita, di don Milani, Mario Lodi e di gruppi di genitori che si sono organizzati per un confronto coi professori sui metodi di insegnamento.

Abbiamo quindi proposto al coordinamento studentesco di un liceo genovese di venire a scuola a raccontare ai ragazzi cosa si può fare per cambiare la scuola. Quattordici fra ragazze e ragazzi si sono confrontati con noi sul modo più efficace per discutere con la classe e hanno quindi organizzato un incontro che ha riscosso un enorme successo.