Il momento che mi è piaciuto di più è quando abbiamo dovuto immedesimarci nei personaggi che erano presenti durante l’attentato di Portella della Ginestra. E’ accaduto nel terzo incontro del percorso, quando abbiamo interpretato i verbali dei carabinieri con le testimonianza dei sopravvissuti. Un laboratorio di didattica attiva realizzato utilizzando anche materiale video, che è stato preceduto da una lezione di storia tenuta dall’insegnante per aiutare i ragazzi a mettere a fuoco il contesto di riferimento.

Una giovane storica e archivista che ci ha accompagnato in questo progetto ha preparato materiali di archivio e dettagliate narrazioni storiche e biografiche sia per gli insegnanti (per le lezioni di contesto) che per noi (per i laboratori di didattica attiva) per ognuno dei rivoluzionari su cui abbiamo lavorato. In questo caso la classe era perfettamente divisa a metà fra chi voleva occuparsi delle ribellioni contro lo sfruttamento dei lavoratori e chi del contrasto alle mafie. Portella della Ginestra ci è parso un episodio emblematico per entrambi i profili.

Nell’ultimo appuntamento del percorso i ragazzi hanno incontrato due testimoni di impegno quotidiano per la dignità del lavoro e il contrasto alle mafie: un’imprenditrice che ha lanciato una linea di borse coinvolgendo dalla progettazione alla realizzazione un gruppi di sarti bengalesi organizzati da una cooperativa sociale e una giovane militante di un presidio di Libera!. La cosa che mi ha stupito di più è che i personaggi che abbiamo inventato esistono. Ha scritto un altro studente sul questionario.